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Gruppo Nulli S.p.A. - Palazzo Spampatti
Pubblicato il: 01.07.2011

Rivivere il fascino di un antico palazzo del Settecento

"(...) Valle Seriana paese assai fertile, pieno di mercanti ricchissimi sino di 100 mille scudi di facoltà per il gran numero de panni che si fabrichano in essa Vale, quali si contrattano in diverse parti d’Italia, ma principalmente negotiano par Ongharia et per terre thodescha."

Palazzo Spampatti

Gandino e la Val Seriana hanno conosciuto nei secoli un notevole sviluppo economico, legato prima alla produzione del “panno grezzo” di lana ed in seguito alla produzione della seta.
Le parole del Capitano Michele Foscarini risalgono al 1585, e ci permettono di comprendere questo fenomeno di grande operosità, con uno sviluppo che crebbe al punto da competere con i tessuti prodotti nelle città più importanti d’Italia.

Palazzo Spampatti, già Palazzo Caccia, è situato nel centro storico di Gandino, borgo che ha conservato una gradevole omogeneità architettonica e diversi edifici di grande pregio.
Il palazzo è costituito da un corpo nobile principale, da due ali perpendicolari e simmetriche e da un edificio più basso a chiusura, che delimitano una corte interna a giardino impreziosita da una grande vasca di forma barocca. La datazione è antica: i primi edifici sono anteriori al XV secolo, con interventi e aggiunte nelle diverse epoche fino ad assumere nel Settecento la tipologia diffusa dei palazzi delle famiglie benestanti della valle, contraddistinte da facciate con gallerie a loggia e saloni affrescati.

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Palazzo Spampatti Palazzo Spampatti Palazzo Spampatti Palazzo Spampatti Palazzo Spampatti

Da più di vent’anni il palazzo era rimasto disabitato e in abbandono. Un importante progetto di risanamento, consolidamento statico, restauro e riqualificazione ha permesso l’armonico inserimento di nuove unità abitative, anche grazie all’intervento del Gruppo Nulli. È stata posta particolare attenzione alla salvaguardia del patrimonio storico ed alla funzionalità dei nuovi appartamenti. Pienamente valorizzati gli elementi caratteristici del palazzo, come l’antico scalone in pietra, i saloni con pareti e volte affrescate, i porticati interni, la vasca barocca.
L’inserimento di un nuovo corpo scala con ascensore ha permesso una perfetta distribuzione degli appartamenti. Un secondo ascensore consente l’accesso ai box sotterranei collocati sotto gli orti del palazzo.

Gli architetti Marco Paolo Servalli e Adele Sironi, specializzati in restauro e riqualificazione, sono alla guida di uno studio da anni impegnato in importanti progetti di valorizzazione di immobili di pregio. Il metodo progettuale per il restauro di un’architettura si basa sulla profonda conoscenza della storia dell’edificio. L’indagine viene condotta con ricerche d’archivio al fine di ritrovare tutti gli elementi di conoscenza delle origini, e con strumenti moderni di monitoraggio e di restituzione grafica come il “rilievo fotogrammetrico” che permette un’analisi rigorosa del degrado.
Nei loro interventi si avvalgono di qualificati restauratori e di specialisti nelle varie discipline, in coordinamento con la Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici.

Palazzo Spampatti

Lo Studio Servalli & Sironi ha realizzato importanti progetti di ristrutturazione, riqualificazione e valorizzazione, sia di edifici pubblici che privati. Tra le realizzazioni più apprezzate la riqualificazione di un complesso sanitario agli standard più moderni in edifici storici soggetti a vincoli architettonici, e il recupero di antiche ville private con l’inserimento di impianti domotici, di impiantistica moderna e sistemi di isolamento per il raggiungimento della certificazione in classe energetica A. Sensibile ai nuovi criteri ambientali, si è distinto nell’utilizzo di materiali ecocompatibili e di sistemi a risparmio energetico, e nella progettazione degli spazi verdi. È attualmente impegnato nel restauro della chiesa di Sant’Agata nel Carmine in Bergamo alta e di altre chiese.

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Palazzo Spampatti Palazzo Spampatti Palazzo Spampatti

La filosofia di restauro dello studio considera l’architettura come un organismo vivo, con una sua storia, una nascita e una vita di trasformazioni legate alle persone che vi hanno abitato ed ai mutamenti del mondo in cui è inserito. Il progetto di conservazione è anch’esso un’opera di trasformazione, che adegua l’edificio alle esigenze del vivere moderno, e che deve essere condotta nel rispetto della cultura che lo ha prodotto e del fascino che trasmette. Il progetto di restauro parte da un’attenta analisi storica del manufatto e da un’indagine dei materiali e del degrado materico.
Così è possibile intervenire prima sulla sua conservazione, e poi sulle trasformazioni architettoniche necessarie, decidendo, ad esempio, di aprire una porta dove anticamente esiteva già un passaggio o di inserire un vano scala dove le condizioni consentono un intervento corretto.
La statica dell’edificio viene salvaguardata attraverso interventi di consolidamento delle murature portanti e delle partizioni orizzontali originarie, solai e coperture. I materiali di finitura - pavimentazioni, intonaci, serramenti - vengono se possibile recuperati e riutilizzati, o sostituiti con altri materiali analoghi, cercando una continuità culturale con il passato. In alcuni casi vengono scelti ed inseriti elementi moderni, come serramenti in ferro e pavimentazioni attuali, comunque in armonia con l’esistente. Gli impianti vengono inseriti con modalità e percorsi non invasivi.
Una metodologia che permette di vivere il fascino del passato e la qualità del futuro.

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